
L’ITALIA PUNTO DI CONGIUNZIONE TRA EUROPA E AFRICA: L’ASSOCIAZIONE ALTERO MATTEOLI RILANCIA IL PIANO MATTEI ATTRAVERSO LA VOCE DI RADIO MEDITERRANEA
di Luca Lippi
Si è svolto a Roma, mercoledì 29 aprile 2026, nella prestigiosa cornice di Palazzo Firenze, l’importante convegno promosso e organizzato con determinazione dall’Associazione Altero Matteoli per approfondire le direttrici strategiche del Piano Mattei. Al centro del dibattito, una visione ambiziosa che vede l’Italia non come semplice spettatrice, ma come protagonista di un nuovo ordine mondiale attraverso il progetto di “Radio Mediterranea”. L’incontro ha confermato la tenacia dell’Associazione nel voler trasformare le intuizioni politiche in infrastrutture civili e culturali, ponendosi come motore di un confronto che unisce istituzioni, imprese e mondo dell’informazione.
IL PROGETTO RADIO MEDITERRANEA E LA VISIONE DELL’ASSOCIAZIONE
Ad aprire i lavori è stato Emilio Brogi, Presidente dell’Associazione Altero Matteoli, che ha delineato il cuore pulsante dell’iniziativa: fare della RAI il soggetto ideale per un servizio pubblico internazionale capace di parlare ai giovani africani. Secondo Brogi, la radio resta un media fondamentale, oggi fortemente rivalutato dalle nuove generazioni, e rappresenta lo strumento perfetto per superare le difficoltà di comprensione che affliggono la politica internazionale. L’impegno dell’Associazione Matteoli non si ferma alla sola presentazione del progetto, ma punta a chiudere la fase ideativa per avviare un confronto serrato con il mondo delle imprese, dell’università e con il Governo, affinché questo percorso di diplomazia culturale possa finalmente diventare realtà.
LA GEOPOLITICA DELLA CONGIUNZIONE E LA SFIDA DEGLI STRETTI
Un contributo di eccezionale profondità è giunto da Marco Minniti, Presidente della Fondazione Med-Or, che ha lodato la passione con cui l’Associazione Matteoli persegue questo obiettivo strategico. Minniti ha ricordato come proprio ieri ricorressero i 120 anni dalla nascita di Enrico Mattei, un “grande italiano” la cui intuizione oggi è diventata una necessità globale. Analizzando i conflitti attuali, dal rischio di un califfato africano in Mali alle tensioni nel mondo arabo, Minniti ha sottolineato come l’Italia non debba limitarsi a un ruolo di mediazione, ma debba essere il “punto di congiunzione” tra l’Occidente e il Sud del mondo. In un mondo interconnesso dove i “colli di bottiglia” geopolitici decidono le sorti delle materie prime, Radio Mediterranea dovrebbe diventare il luogo dove si racconta questo mondo attraverso i suoi protagonisti, favorendo un nuovo ordine mondiale che non può prescindere dall’Africa.
SPAZIO E TECNOLOGIA: UN PARTENARIATO TRA PARI
Il Piano Mattei, tuttavia, non è fatto solo di parole, ma di alta tecnologia e innovazione. Alfredo Pigiani, Direttore degli Affari Pubblici di Thales Alenia Space, ha evidenziato come lo spazio sia ormai un dominio fondamentale insieme alla cybersicurezza. L’approccio proposto dall’azienda, in piena sintonia con le finalità dell’Associazione, è quello di un partenariato tecnologico strategico: gli africani non chiedono servizi, ma vogliono essere protagonisti della propria crescita. Attraverso progetti come “Sharp”, volto alla formazione di giovani ingegneri africani in Italia, si punta a investire sul capitale umano a lungo termine. In questa cornice, Radio Mediterranea è stata definita un’idea geniale per comunicare ciò che l’Italia può realmente offrire oltre la mediazione, ovvero una focalizzazione strategica su progetti industriali condivisi.
L’EUROPA E LA NECESSITÀ DI UNA PROGRAMMAZIONE DI LUNGO RESPIRO
Sulla necessità di un cambio di passo europeo è intervenuto Francesco Tufarelli, Presidente di Europolitica, che ha richiamato l’Associazione Matteoli alla sua funzione di coordinamento tra diverse sensibilità. Tufarelli ha analizzato con onestà il “distacco” europeo degli ultimi decenni, quando l’attenzione si è spostata quasi esclusivamente verso l’Est Europa, lasciando all’Africa spazi vuoti che sono stati prontamente occupati da Russia e Cina. Per contrastare la controinformazione e costruire un dialogo solido, serve un veicolo fisso e credibile che solo il servizio pubblico radiotelevisivo può garantire. La proposta è quella di inserire il progetto nel contratto di servizio, sottraendolo alla logica degli “interventi spot” o delle scadenze elettorali, per dare continuità a una programmazione pluriennale che esprima l’identità dello Stato italiano e del suo popolo.
NARRATIVA, SOVRANITÀ E IL VALORE DELLA PAROLA
Particolarmente toccante e filosofico è stato l’intervento di Filomeno Lopez, giornalista e scrittore della Guinea Bissau, che ha ricordato come l’Italia goda di un prestigio storico unico in Africa, nato dal sostegno ai movimenti di liberazione degli anni Sessanta. Lopez ha invocato un cambio di narrativa: gli africani sono stanchi di essere raccontati dagli altri e cercano partner di cui potersi fidare. La radio, come strumento che privilegia la “parola”, è il mezzo ideale per legare le persone e sradicare la sfiducia. Per le nuove generazioni africane, il concetto di sovranità non è solo politico, ma antropologico: il desiderio di essere se stessi dopo che la colonizzazione ha tentato di ridurre le culture a folklore. L’auspicio di Lopez è che Radio Mediterranea possa essere quel “ponte” che riconsegna dignità alla parola data, in un destino che ormai lega indissolubilmente le due sponde del mare.
DALLA FORMAZIONE MANAGERIALE AL RUOLO CENTRALE DI RADIO RAI
La discussione è stata arricchita dalla testimonianza di Giorgio Busacca, per la Fondazione Nkafu Nkemchia, che ha introdotto il concetto di “inculturazione”: la capacità di entrare nella cultura degli altri per formare una classe manageriale locale che sia critica, preparata e autonoma. L’obiettivo è creare persone capaci di guidare lo sviluppo del proprio paese, non semplici lavoratori o clienti. A suggellare il valore tecnico e sociale dell’iniziativa è stato infine Marco Caputo, Direttore di Radio RAI, che ha portato i saluti dell’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi. Caputo ha confermato la piena disponibilità della radio a farsi carico di questa missione di servizio pubblico internazionale, sottolineando la forza della produzione interna RAI e la capacità del mezzo radiofonico di entrare direttamente nelle case e nelle auto degli ascoltatori. Con iniziative già avviate come il podcast “Teranga”, la RAI è pronta a raccogliere la sfida di Radio Mediterranea, mettendo a disposizione le proprie professionalità per costruire un legame fondato sulla credibilità e sulla fiducia.
Il convegno si è concluso con l’impegno solenne dell’Associazione Altero Matteoli a farsi portavoce di queste istanze presso le sedi governative. La giornata di ieri ha segnato un passo decisivo: il Piano Mattei ha ora una “voce” chiara, quella di una radio che non vuole solo trasmettere, ma ascoltare e connettere, affinché il Mediterraneo torni a essere, come in passato, il centro nevralgico della civiltà e del progresso comune.
Un ponte tra passato, presente e futuro della cultura politica italiana